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Il Comune di Eraclea ha vietato l’uso dei referendum locali!


Dopo quasi 2 anni di petizioni, proposte, istanze e ricorsi al difensore civico, siamo riusciti ad avere finalmente la risposta definitiva del Comune di Eraclea alla nostra richiesta di redigere il regolamento attuativo sui referendum, che manca da 13 anni. Il Comune ha deciso di vietarne l’uso perchè “costano troppo”.

Nella figura qui di seguito potete vedere la risposta del Comune alla nostra istanza di accesso civico che, con protocollo N.0015640/2013, ci informa che “quanto al Referendum consultivo, si è nell’impossibilità di concretizzare la previsione statutaria causa i notevoli costi non sostenibili dal bilancio comunale.”!

risposta agosto 2013 no referendum

La nostra “battaglia per la democrazia” ad Eraclea è iniziata nel 2011, quando alcuni cittadini locali ci hanno chiesto aiuto, che abbiamo prontamente dato mettendo a disposizione le nostre conoscenze. In questo articolo sono riassunti a grandi linee tutte le tappe della vicenda, una storia lunga e tormentata fatta di raccolte firme, lunghi silenzi e numerosi ricorsi, quando la nostra semplice richiesta era di redigere il regolamento attuativo dei referendum, menzionato nel comma 6 dell’art. 74 dello Statuto per fissare “i requisiti di ammissibilità, i tempi, le condizioni di accoglimento e le modalità organizzative”, ma mai scritto; tutto questo, a nostro parere, obbligatorio dal 2000, in seguito all’approvazione dell’art.8 del TUEL ma, della cui mancanza negli ultimi 13 anni, nessuno dei politici si è accorto.

16225432-pollice-in-giu-icona Parliamo di  un Comune che fin dall’inizio ha deciso di boicottare questo strumento, decidendo di mettere il 40% di firme necessarie per poter richiedere un referendum, un numero materialmente impossibile da raggiungere, che pone Eraclea ai vertici italiani! Per la precisione, con i dati del 2011 servirebbero minimo 4197 firme, quando Talon è stato nominato sindaco con 3835 voti…senza dimenticare il Quorum al 50% da raggiungere nella successiva votazione!

Head in HandsLa notizia sopra fa quasi passare in secondo piano l’altra risposta, quella sulla mancanza del regolamento sulle istanze-petizioni-proposte che dovrebbe decidere i tempi di risposta alla richieste dei cittadini. Ancora oggi non esiste nessun obbligo per gli amministratori, in attesa di questi consigli di quartiere/frazione che si spera partiranno entro fine anno. Anche qui, senza il regolamento, nel 2012 abbiamo dovuto aspettare 9 mesi e fare 3 ricorsi al difensore civico per avere una risposta.

democrazia-italia_530X0_90Naturalmente, non finisce qui. Abbiamo già fatto denuncia al CIVIT per mancanza di legalità nella risposta (un pdf senza firma digitale e scannerizzato con link non cliccabili), abbiamo usato il potere sostitutivo nei confronti del dirigente per richiedere quanto richiesto, ed adesso faremo denuncia in tribunale con la richiesta di decadenza del Sindaco ai sensi dell’art. 70 del TUEL, che secondo la nostra interpretazione (di semplici cittadini che usano internet) avverrà in 60 giorni se non scriveranno il regolamento da noi richiesto.

nota: effettivamento il TUEL non obbliga il Comune a permettere i referendum ma solo che “possono” inserirli, ma se tu me li prevedi nello Statuto, pretendo che siano utilizzabili…se invece non vuoi, togli quell’articolo e diventi il primo comune in Italia senza referendum
Art. 74 dello Statuto di Eraclea: “L’amministrazione comunale riconosce il referendum come strumento incisivo di democrazia diretta e di partecipazione dei cittadni alla gestione pubblica“..sembra una presa in giro, ma c’è scritto proprio così! 😉

ERACLEA 2013: arroganza, autorità e potere.


Qui di seguito potrete leggere tutto il percorso compiuto dal nostro comitato per far scrivere e votare dal Comune di Eraclea il regolamento sulla partecipazione, unico strumento in mano ai cittadini per poter “fare politica dal basso” e che ogni Comune è obbligato ad avere dal 2001. Eraclea è una delle poche città in Italia dove non puoi fare referendum.

Autorità

In questi 12 anni nessuno ha notato questa “dimenticanza” e, nonostante una petizione ed una proposta di regolamento protocollate in Comune, sia maggioranza che opposizione non hanno voluto risolvere questa mancanza di democrazia, dicendoci che “non è un’urgenza”, che “non è vero che il Sindaco decade”, che “costano soldi” e tanti altri discorsi…

Negli ultimi 2 anni, in Italia, si sono formati decine di comitati come il nostro che hanno raggiunto facilmente il risultato, per questo siamo stupiti di aver incontrato tanta ostilità da parte dell’amministrazione.
Adesso siamo arrivati finalmente ad un bivio e siamo sicuri che entro metà Ottobre riusciremo ad obbligarli a scriverlo e votarlo. Rimanete in ascolto su questo blog per sapere come finirà!

TAPPE FONDAMENTALI DELLA VICENDA

  • Ottobre/Novembre/Dicembre 2011:
    raccolte le firme (insieme all’M5S) per una petizione con la richiesta di redigere il regolamento.
  • Fine Dicembre 2011:
    protocollato i fogli con le firme ed il testo
  • Marzo 2012:
    prima richiesta al Sindaco di rispondere alla nostra petizione (sono passati 90 giorni, nei Comuni democratici di solito è 30 giorni il limite massimo, ma appunto…senza regolamento, non hanno nessun obbligo!)
  • Maggio 2012:
    colloquio con il Sindaco Talon in Comune per capire i motivi di questi ritardi. Ci lasciamo con la promessa che avremo finalmente la nostra risposta.
  • Luglio 2012:
    denuncia al difensore civico
  • Settembre 2012:
    risposta del Sindaco Talon che pero’…non c’entra niente con la domanda! :)
  • Settembre 2012:
    2° ricorso al difensore civico per chiedere quanto dovuto.
  • Ottobre 2012:
    il Sindaco ci risponde e ci informa che finalmente il regolamento verrà scritto.
  • Ottobre 2012:
    creiamo il comitato “più democrazia eraclea” ed iniziamo una raccolta firme per portare una nostra proposta di regolamento, scritto insieme ad alcuni esperti ed appassionati della materia.
  • Marzo 2013:
    depositato il testo in Comune.
  • Maggio 2013:
    partecipiamo ad un’assemblea dove chiediamo i motivi per cui hanno completato il regolamento sui consigli di quartiere (facoltativo), mentre l’unico obbligatorio non è stato scritto (ossia quello sulla partecipazione), nonostante la promessa fatta ad Ottobre. Gli ricordiamo che sono obbligatori, che rischiano la decadenza, che lo avevano promesso, che in tutta Italia gli altri Comuni l’hanno scritto in 60 giorni…niente da fare, muro di gomma assoluto, addirittura con Boso che arriva a dire “non vogliamo che si facciano perchè costano e noi non abbiamo soldi”, come se fossero loro a decidere se “i cittadini possono fare referendum”…incredibile!

La Democrazia Diretta arriva in Provincia di Venezia


Il comitato Più Democrazia arriva anche in Provincia di Venezia! Il 3 Giugno siamo stati convocati dalla I° commissione consiliare, dove abbiamo portato una presentazione sulla democrazia diretta e partecipata, ed illustrato i punti qualificanti della nostra proposta.

provincia venezia

La riunione è durata circa 1 ora  e ci ha permesso di approfondire il tema e dissipare i dubbi dei consiglieri presenti, che si sono impegnati a completarlo quanto prima, per sistemare finalmente questa mancanza nella democrazia provinciale: ad oggi una petizione od una proposta di legge non hanno obbligo di risposta o di votazione!

In questa riunione ci siamo concentrati sull’art.23 dello statuto provinciale, che riguarda le petizioni, le consultazioni e le proposte di delibera. Particolare attenzione è stata data:
– alla possibilità di raccogliere le firme online (come in Europa per le Iniziative Europee ed in Provincia di Bolzano);
– alla creazione di un Portale dove inserire tutte le iniziative dei cittadini e le risposte della Provincia, per dare adeguata pubblicità alle varie iniziative;
– a favorire l’uso dei locali di proprietà pubblica per organizzare riunioni ed assemblee con poco costo, aiutando così i comitati e le associazioni di cittadini a fare politica;
– sostituire i referendum consultivi con i sondaggi (su carta, telefonici ed online).

Secondo quanto detto dalla Commissione, il regolamento attuativo arriverà a fine Giugno, noi seguiremo lo sviluppo passo dopo passo, nella convinzione che sarà un lavoro valido anche per la futura città metropolitana. Il verbale della commissione lo potete leggere qui in pdf.

Presentata oggi la nuova costituzione islandese nata sul web!


nuova costituzione islandese web onlineNel silenzio totale dei media, la bozza della nuova costituzione islandese è stata presentata da 25 rappresentati del “popolo della rete”, che in questi mesi hanno lavorato online discutendo centinaia di proposte, impiegando soprattutto Youtube e una fan-page Facebook oltre a vari forum pubblici; qui il sito principale.

Questo progetto di rielaborazione della Costituzione  si pone come il primo modello di legge suprema elaborato in crowdsourcing. (lavoro di volontari ed appassionati che dedicano il loro tempo libero a creare contenuti e risolvere problemi) Se passate sulla pagina Facebook troverete gente di tutto il mondo che passa a salutarli e ringraziarli.

Il testo passerà ora al vaglio del Parlamento islandese (Althingi), che dovrebbe emettere un verdetto nel corso del prossimo ottobre. Sarebbe la prima Costituzione al mondo realizzata grazie al contributo diretto del “popolo del web”.
Il Presidente non potrà rimanere in carica per più di tre mandati, il 15% dell’elettorato potrà inviare disegni di legge all’ Althingi ed anche spingere questioni parlamentari al referendum. Il numero dei ministri verrebbe bloccato al numero di 10, e dovranno rinunciare ai loro seggi nell’ Althingi. Le risorse naturali verrebbero dichiarate proprietà pubblica e nessuna organizzazione o persona potrà possederle o vantarne diritti direttamente collegati ad esse.

Ad Ottobre ci sarà la revisione della costituzione Tunisina ed anche lì si stanno organizzando per usare il web come strumento di supporto. Noi abbiamo già iniziato a Cavallino-Treporti chiedendo il nuovo regolamento sulla partecipazione, ma il metodo ormai è nato, non bisogna fare altro che chiedere e pretendere un nostro diritto, ossia di scegliere le regole del gioco! Una nuova stagione per l’umanità è nata, adesso lavoriamo per favorire l’ineludibile cambiamento!

Petizione online: nuovo regolamento partecipazione a Cavallino-Treporti (ve)


FIRMA LA PETIZIONE A QUESTO LINK

Al sindaco di Cavallino-Treporti.

Nel comune di Cavallino-Treporti manca il regolamento sulla partecipazione, che serve per chi vuole proporre istanze, petizioni o referendum; c’è un preciso riferimento nello statuto, ma nessuno si è mai attivato per scriverlo. (1)

Con questa petizione chiediamo che venga avviato un percorso partecipato per la costruzione del regolamento, usando i migliori strumenti di democrazia diretta (assemble comunali, town meeting, consigli comunali aperti) (2), con ampio uso di internet e social network, prendendo esempio dal modello dell’Islanda che sta costruendo la nuova costituzione nazionale attraverso assemblee partecipate e l’uso di di forum online. (3)

Per la scelta delle forme di consultazione e decisione, mettiamo a disposizione la nostra conoscenza dell’argomento e assicuriamo l’aiuto gratuito di esperti e tecnici del settore, per costruire nel modo piu’ efficiente e partecipato tutto il percorso. (5)

E’ una grande opportunità culturale e storica per tutto il comune di Cavallino-Treporti, per far sentire attivi i cittadini, per farli partecipare alla vita politica della città ed insegnare loro alcuni dei nuovi strumenti di democrazia diretta, usando sia le vecchie che le nuove tecnologie.

Abbiamo scelto di fare la petizione online visto che, in assenza del regolamento attuativo, riteniamo valida questa forma digitale utilizzata anche in Toscana, a Vicenza, Trieste, Udine e per le petizione europee, da cui abbiamo ripreso le regole generali per la stesura-raccolta firme della petizione, (4) e di lanciare la raccolta firme prima di presentarlo in comune per contare quanti sono interessati e vogliono questi strumenti. Deve essere la popolazione ha chiederlo quindi attivati e fai firmare i tuoi amici e parenti!

Alla petizione possono partecipare tutti coloro che sono nati, residenti o portatori di interessi (stakeholders) nel comune di Cavallino-Treporti dai 16 anni in su, compresi enti ed associazioni. E’ necessario inserire nome, cognome (o nome dell’associazione) e c.a.p.

I PROMOTORI

Federico Bonollo – Jesolo (VE)

Giorgia Bellemo – Cavallino-Treporti (VE)

FIRMA LA PETIZIONE A QUESTO LINK:

http://www.firmiamo.it/petizione-regolamento-partecipazione-cavallinotreporti/

Di seguito i link citati nel testo:

(1) statuto comune cavallino-treporti, art. dal 30 al 39
http://www.comune.cavallinotreporti.ve.it/index.php?area=1&menu=71

(2) esempio di Town Meeting
http://www.paolomichelotto.it/blog/2011/06/12/il-cittadino-partecipa-il-town-meeting-realizzato-il-20-ottobre-2009-a-rovereto/
http://www.e.toscana.it/e-toscana/resources/cms/documents/townmeetingStoria.pdf

(3) Islanda scrive costituzione anche online
http://punto-informatico.it/3234597/PI/News/islanda-una-costituzione-crowdsourcing.aspx

(4) petizione europee online
http://www.europarl.europa.eu/parliament/public/staticDisplay.do?id=49&language=IT
http://www.paolomichelotto.it/blog/2011/07/21/liniziativa-europea-inizia-dal-1-aprile-2012-un-milione-di-firme-raccolte-anche-in-via-digitale/

(5) regolamento partecipato in Toscana
http://www.regione.toscana.it/partecipazione
http://www.regione.toscana.it/regione/export/RT/sito-RT/Contenuti/sezioni/diritti/partecipazione/rubriche/piani_progetti/visualizza_asset.html_1746852500.html

Mancanza del regolamento sulla partecipazione (2)


Continua il nostro viaggio dentro gli statuti ed i regolamenti dei comuni nel Veneto Orientale. Dopo aver trovato la mancanza del regolamento sulla partecipazione nei comuni di San Stino ed Eraclea (leggi l’articolo), con sommo dispiacere si aggiunge alla lista Cavallino-Treporti.

Finora non abbiamo trovato molto entusiasmo nelle amministrazioni di fronte a questo problema e anzi, a precisa richiesta, quasi tutti favorevoli a modificare il quorum e aggiungere i referendum propositivi  sul nazionale, ma assolutamente contrari a livello comunale perchè “gli italiani non sono capaci e non gli interessa, e poi in Italia è impossibile fare come in Svizzera”… Vedremo se il sindaco Orazio avrà quella sensibilità che altre amministrazioni non hanno avuto.

Adesso partiranno una serie di iniziative per stimolare il dibattito sul problema e chiedere di avviare un percorso partecipato per la costruzione dei regolamenti sulla democrazia diretta…state pronti a firmare!

Democrazia diretta news 01


Una serie di articoli che dimostrano come il virus della democrazia diretta stia iniziando a diffondersi nella società, ormai la discussione è avviata per cui possiamo affermare di aver già vinto! E’ questione solo di tempo, il meccanismo è stato avviato, faranno di tutto per bloccarlo ma non sanno che hanno già perso…

ISLANDA: assemblea popolare per scrivere la nuova costituzione.

MARCON (VE): Piano di Assetto del Territorio (P.A.T.) partecipato

ISOLA D’ELBA: iniziativa popolare di legge regionale per la fusione dei comuni

EUROPA: firme per l’Iniziativa dei Cittadini Europea (ICE) anche per via informatica.

LOMBARDIA: progetto di legge di iniziativa popolare per la riduzione dei costi della politica.

SAN DONA’ DI PIAVE: petizione europea (sia online che offline) contro il progetto TAV Venezia Trieste

MESTRE (VE): laboratorio partecipato per valorizzare Forte Marghera

FIRENZE: percorso partecipato per scrivere il nuovo “regolamento sulla partecipazione”.

VICENZA: sindaco promette di eliminare il quorum per referendum comunali

TRENTINO-ALTO ADIGE: 10 comuni eliminano il quorum per il referendum comunali

ITALIA: Legge Iniziativa Popolare per togliere il quorum nei referendum nazionali

Inoltre sono state organizzate centinaia di “la parola al cittadino” in tutta italia, qui un’elenco sul blog di paolo michelotto.

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