Idee per una nuova democrazia nei comuni


Cos’è che rende tale la democrazia diretta? Cosa possiamo fare per aumentarla? Ecco di seguito, partendo da un post di Paolo Michelotto, uno spunto per cambiare dal basso le regole del nostro vivere e riappropriarci delle istituzioni; gli strumenti della democrazia diretta si affiancano alla democrazia rappresentativa, permettendo maggiore trasparenze a controllo sull’operato di tutti i politici.

PARTE 1: STATUTO E REGOLAMENTI COMUNALI

MODIFICHE AL REGOLAMENTO COMUNALE

Mentre lo statuto rappresenta la “costituzione” del proprio comune, i regolamenti servono a disciplinare determinate materie o il funzionamento del comune stesso. Per il regolamento in questione, non vi è un nome univoco per chiamarlo, potreste trovare  “r. sulla partecipazione oppure r. sugli strumenti partecipativi), oppure hanno fatto piu’ regolamenti (r. per i refendum, r. per le petizioni etc. etc.); ecco qualche spunto per iniziare a smuovere le acque, magari con una petizione o un’istanza:

  • Rendere i componenti del comitato referendario anche certificatori di firme (mentre oggi non possono).
  • Far verificare la validità del testo referendario prima della raccolta firme.
  • Istituire 1 o 2 giornate referendarie all’anno, con precise scadenze per ammissibilità, ricorsi, campagna referendaria e voto.
  • Invio da parte dell’amministrazione di un opuscolo con tutti i referendum ed i comunicati dei comitati. (informazione)
  • Possibilità di fare la raccolta firme anche online
  • Regole europee per le petizioni e le istanze (possono partecipare tutti coloro nati, residenti o portatori di interessi (stakeholders) nel comune dai 16 anni in su, compresi enti ed associazioni. E’ necessario inserire nome, cognome e indirizzo di residenza.
  • Obbligo di risposta entro 30 giorni ( e non 60 come adesso)
  • introdurre il voto postale
  • urne aperte in comune nelle 2 settimane precedenti per poter votare le proposte dell’Assemblea Pubblica e dei Referendum.
  • chiedere di modificare il regolamento con un metodo partecipato (come l’Islanda con la costituzione) per insegnare la democrazia diretta ai cittadini.
  • chiedere di indire un consiglio comunale aperto.

MODIFICHE ALLO STATUTO COMUNALE

Democrazia significa letteralmente “Potere della Gente”. Invece sempre più constatiamo che il potere non è della gente, ma di una piccola parte di essa, quella che fa politica, che ha costituito una elite, o come dice Gian Antonio Stella, una “casta”, e che amministra a favore dei propri interessi e privilegi, anziché per il bene comune. Noi vogliamo invece che tutti i cittadini che desiderano partecipare ed avere voce nella gestione della propria città, lo possa fare anche nel lungo intervallo che intercorre tra una elezione e l’altra.

Come ottenere questo risultato? Basta guardare alle migliori esperienze di democrazia che ci sono nel mondo e prendere esempio. Non occorre inventare niente:

  1. Introdurremo l’elezione diretta da parte dei cittadini del Difensore Civico, che così risponderà del proprio operato ai cittadini e non al consiglio comunale o all’amministrazione che oggi lo nomina. Oggi la situazione è che il controllato (l’amministrazione) nomina il controllore (il difensore civico). Come se a una partita a calcio tra due squadre (cittadini ed amminstratori), una avesse il diritto di nominare l’arbitro. Il Difensore Civico eletto dai cittadini deve inoltre avere maggior potere sanzionatorio nei confronti degli amministratori ed ottenere risposte e provvedimenti da parte dell’amministrazione, entro tempi definiti. Questo succede in Scandinavia. A Jesolo l’elezione era a scrutinio segreto! (da giugno 2011 non esiste piu’ il d.civico comunale obbligatorio)
  2. Introdurremo l’iniziativa popolare per la discussione di questa iniziativa in consiglio comunale, in cui basterà presentare l’1% delle firme degli aventi diritto al voto e tempi stretti e certi (esempio entro 2 mesi) . Se essa viene modificata o respinta, il comitato promotore ha facoltà di tramutarla in referendum propositivo, senza quorum, senza ulteriore raccolta di firme. Questo succede in Svizzera e Baviera.
  3. Introdurremo il referendum abrogativo. Quando l’amministrazione delibera di procedere con un atto che i cittadini non vogliono, essi, nei primi 100 giorni dalla delibera, avranno la possibilità di raccogliere l’1% delle firme degli aventi diritto al voto. Se riescono in questo proposito, l’atto amministrativo sarà posto a referendum abrogativo nei mesi successivi. Senza quorum di partecipazione. La deliberazione diventerà effettiva se la maggioranza dei votanti l’avrà votata. Questo strumento esiste in Svizzera.
  4. Introdurremo il referendum propositivo. Quando un amministratore non ascolta la volontà o i suggerimenti dei cittadini, essi devono avere la possibilità di rivolgersi direttamente ai loro concittadini. Tramite raccolta del 2% delle firme degli aventi diritto al voto, sarà possibile presentare un quesito posto in forma di domanda semplice o di proposta di atto amministrativo suddiviso in paragrafi e commi, al voto di tutti i cittadini. Non sarà presente il quorum, perché tutti gli studiosi di democrazia hanno da tempo osservato che il quorum diminuisce la partecipazione al voto perché si presta ad azioni di boicottaggio della parte politica che vuole far invalidare il referendum per far vincere la posizione del NO. Questo strumento è presente in 26 stati degli USA.
  5. Introdurremo l’Assemblea Pubblica su Richiesta dei Cittadini. Quando un gruppo di cittadini avrà raccolto lo 0,5% delle firme degli aventi diritto al voto su un determinato argomento della città, potrà richiedere l’indizione in tempi molto rapidi (2 settimane) di una assemblea pubblica, realizzata negli orari e negli spazi indicati dai cittadini, con un metodo e tempi precisi per porre domande ed effettuare risposte, con la presenza obbligatoria della giunta comunale al completo, che dovrà rispondere alle domande, con il Difensore Civico come facilitatore della serata. Una cosa simile accade a Chelsea (USA).
  6. Introdurremo la trasparenza nelle riunioni della Giunta Comunale, ovvero dell’organo che effettivamente governa la città, tramite sedute sempre aperte al pubblico, e video trasmesse nel sito web del comune.
  7. Introdurremo il diario pubblico di ogni assessore. Ogni assessore verrà fornito di un blog, collegato al sito del comune. Su questo blog dovrà aggiornare quotidianamente il suo operato. Come il rapportino che un ufficiale di polizia deve effettuare a fine giornata. Così i cittadini e i media potranno seguire quotidianamente l’azione dei loro amministratori.
  8. Introdurremo la possibilità per i cittadini di partecipare al Consiglio Comunale con domande e interventi. Oggi i consigli comunali sono luoghi dove gli oratori parlano per decine di minuti spesso a un’aula deserta, dando sfogo alla loro prolissità e al loro ego. Faremo in modo che in Consiglio Comunale i consiglieri possano fare interventi lunghi al massimo 3 minuti e che i cittadini presenti fisicamente nella sala, oppure collegati da casa con internet possano fare domande e interventi lunghi al massimo 1 minuto. Così avrà senso la partecipazione dei cittadini al Consiglio Comunale.
  9. Realizzeremo “La Parola ai Cittadini” con la presenza dell’intera Giunta Comunale una volta all’anno di norma, o di più se richiesto dallo 0,5% dei cittadini. In questa serata partecipativa, con facilitatore il Difensore Civico, i cittadini avranno diritto di fare proposte o critiche per la loro città, ogni intervento avrà tempo massimo 3 minuti, ci sarà un contradditorio di 1 minuto per intervento e poi la proposta sarà messa ai voti per alzata di mano. Si otterrà così una lista di proposte messe in ordine decrescente di voto. La Giunta Comunale potrà fare interventi per chiarire aspetti della proposta prima del voto, con tempo massimo di 3 minuti, e dovrà essere obbligata a portare avanti almeno le prime 3 proposte più votate dai cittadini presenti.
  10. Introdurremo l’anagrafe pubblica degli eletti e dei nominati, con
    pubblicazione di tutte le informazioni sulle istituzioni (link al sito istituzionale – bilancio interno con allegati – composizione dell’istituzione – presenze e comportamento di voto degli eletti – atti presentati in tutte le articolazioni dell’istituzione, iter e conclusione – atti adottati dalle singole articolazioni dell’istituzione)
    – pubblicazione di tutte le informazioni sugli eletti (
    dati anagrafici – codice fiscale – gli incarichi elettivi ricoperti nel tempo – dichiarazione dei redditi e degli interessi finanziari relativi all’anno precedente l’elezione, degli anni in cui ricopre l’incarico e di quelli successivi – dichiarazione da parte dell’eletto dei finanziamenti ricevuti, dei doni, dei benefici o di altro assimilabile – registro delle spese degli eletti, comprensive di quelle per lo staff, spese telefoniche e dotazione informatica – atti presentati con iter fino alla conclusione – quadro delle presenze ai lavori e i voti espressi sugli atti adottati dall’istituzione cui appartiene.)

CONSIGLIO COMUNALE APERTO

Il comune di Villa Lagarina dall’ottobre 2009 ha introdotto il Consiglio Comunale Aperto. Esiste per esempio anche a Cortona (AR), a Pecetto (TO), a Spoleto. Possiamo richiedere che questo strumento venga introdotto nella nostra città. In Svizzera l’85% dei comuni è governato con assemblee pubbliche dove i cittadini decidono e gli amministratori eseguono le decisioni.

Ecco come potrebbe essere impostato:

1. il consiglio comunale aperto può essere convocato dal Sindaco, da un certo numero di Consiglieri (esempio il 30%) o da un comitato di cittadini con raccolta di firme (esempio lo stesso numero di quelle necessarie per presentare una lista alle elezioni comunali)

2. il consiglio comunale aperto permette ai cittadini di prendere la parola. Tutti, consiglieri e cittadini hanno uguale tempo, ad esempio 1 o 2 minuti, per parlare.

3. alla fine le proposte emerse vengono votate da tutti i presenti, cittadini e consiglieri. Il voto ha uguale peso sia che venga espresso dai cittadini che dai consiglieri.

4. la decisione presa ha valore vincolante per gli amministratori.

5. il Consiglio Comunale Aperto viene svolto in locali sufficientemente grandi per accogliere i cittadini e non nella sede dell’abituale Consiglio Comunale.

6. il Consiglio Comunale Aperto viene pubblicizzato in maniera adeguata dall’amministrazione, con invio di invito scritto a partecipare a tutti i cittadini e con adeguata spiegazione di tutte le parti del problema, anche di quelle dei richiedenti il Consiglio Comunale Aperto, 10 giorni prima dell’evento

IL METODO PARTECIPATIVO “LA PAROLA AI CITTADINI”

La Parola ai Cittadini è un metodo partecipativo inventato dal Gruppo Bilancio Partecipativo di Vicenza nel 2003. Da allora è stato utilizzato decine e decine di volte in tutta Italia e in tutti gli ambiti, da quello informale di gruppi di amici fino ad assemblee pubbliche con 370 persone. Può essere realizzato da chiunque con un tempo di 1-2 ore.

  • Si inizia raccogliendo i titoli di una ventina di idee dei presenti, con il loro nome.
  • Poi si continua chiamando il primo proponente a presentare la propria proposta e a seguire tutti gli altri.
  • Con questo metodo i cittadini hanno 1 minuto per fare una proposta, seguono 3 interventi di 1 minuto ciascuno dei cittadini in sala, infine c’è un intervento di 1 minuto del proponente, per rispondere agli interventi dei presenti. In totale 5 minuti per presentare in maniera sufficiente un’idea.
  • Alla fine di questi 5 minuti, la proposta viene votata per alzata di mano. E così dopo circa 2 ore, si sono ascoltate, discusse e votate 20 proposte. Queste idee votate vengono poi messe in ordine di votazione e si determina così le priorità che i presenti intendono assegnare alle proposte.

La serata partecipativa stile “La Parola ai Cittadini” ha queste caratteristiche:

  • chiunque vuole può prenotare un intervento
  • ciascun intervento dura al massimo 1 minuto
  • ad ogni intervento seguono 3 domande o obiezioni o approfondimenti sulla proposta dei cittadini o degli amministratori, della durata di 1 minuto
  • contro risposta finale del cittadino proponente di 1 minuto
  • in tutto in 5 minuti si affronta una proposta.
  • alla fine dei 5 minuti si vota la proposta per alzata di mano
  • a fine serata si mettono tutte le proposte in ordine di voto e si determinano le priorità dei cittadini presenti.
  • Gli amministratori chiariscono come intendono portare avanti le proposte più votate.

I cittadini potrebbero richiedere che le proposte più votate con questo metodo, realizzato almeno 1 volta all’anno, vengano obbligatoriamente discusse in Consiglio Comunale nella prima seduta utile successiva alla data de “La Parola ai Cittadini”. Per saperne di più sullo strumento, video, risultati, città dove è stata fatta, cerca “La Parola ai Cittadini” nel blog www.paolomichelotto.it oppure www.cittadinirovereto.it

PARTE 2: MODIFICHE IN REGIONE

PROPOSTE E IDEE DI DEMOCRAZIA DIRETTA PER GLI ENTI LOCALI

  • Abolire il quorum nei Referendum abrogativi o propositivi come in Svizzera, California, Francia, Spagna, Gran Bretagna, Irlanda.
  • Il referendum propositivo può essere formulato sotto forma di proposta di legge (come a Bolzano, in Svizzera, in Baviera, in California) e se approvato dai cittadini, diventa vincolante per l’amministrazione (oggi prevede in caso di approvazione da parte dei cittadini, come unico obbligo, la discussione della proposta in Consiglio Regionale)
  • Introduzione del referendum abrogativo-propositivo (per abrogare una legge ed avere la possibilità di sostituirla con un’altra durante la stessa votazione)
  • Migliorare la regolamentazione del referendum, per renderlo uno strumento efficace ed effettivamente e facilmente usufruibile dai cittadini tramite:
    • l’invio della brochure informativa a tutti gli elettori, che contenga il parere del Consiglio Regionale, della Giunta Regionale e del comitato promotore del referendum, come in Svizzera e in California,
    • la qualifica di autenticatori per la raccolta firme ai membri del comitato referendario, che poi risponderanno dell’autenticità delle firme personalmente davanti alla legge, come in Svizzera e in California.
    • La consulenza gratuita di esperti della regione per la elaborazione e scrittura del quesito referendario
    • la possibilità di invio tramite posta di materiale di propaganda referendaria con lo stesso tariffario postale riservato ai partiti politici durante le elezioni (oggi invece non c’è nessun sconto)
    • la possibilità del comitato referendario di utilizzare la stamperia regionale per realizzare i propri materiali di propaganda, pagando il solo costo di realizzo.
  • Tutte le petizioni devono avere risposta scritta entro tempi stabiliti per legge (esempio 10 giorni)
  • L’iniziativa di Legge Popolare Regionale, per la quale sono necessarie 10.000 firme, deve essere discussa con urgenza entro 2 settimane dal suo deposito ufficiale, dal Consiglio Regionale
  • Istituire il Consiglio Regionale Aperto, seduta speciale del Consiglio Regionale:
    • attivabile previa raccolta 5000 firme,
    • focalizzato su uno specifico argomento,
    • da realizzarsi entro 2 settimane dal deposito delle firme
    • sede ampia che permetta ad un pubblico ampio di assistere
    • in cui i cittadini fanno parte integrante del consiglio e fanno interventi e domande e proposte, con tempi regolamentati con timer e facilitatore e assistono alla votazione finale dei consiglieri sulle proposte discusse.

PARTECIPAZIONE

  • Serata partecipativa stile “La Parola ai Cittadini” in cui il Consiglio Regionale si presenta davanti ai cittadini in tutti i capoluoghi di provincia del Veneto, almeno una volta l’anno. Gli amministratori chiariranno come intendono portare avanti le proposte più votate.
  • Realizzare con tecniche partecipative come quelle utilizzate in Toscana (legge Regione Toscana n° 69 del 27 -12-2007), la nuova legge che promuova il Bilancio Partecipativo a livello comunale
  • Realizzare il Bilancio Partecipato Regionale
  • Revisione integrale dello Statuto Regionale con metodo partecipativo per migliorare e rafforzare gli strumenti di democrazia diretta e partecipativa in armonia con la democrazia rappresentativa. Sull’esempio di quanto realizzato nella città di Chelsea (USA) e delle Citizen Assembly del British Columbia per la Riforma Elettorale. Alla fine il nuovo statuto della regione deve essere approvato con referendum
  • Il Cittadino Partecipa – Idee per migliorare la Regione” Una volta l’anno fare una assemblea pubblica deliberativa per migliorare la democrazia nel Lazio. I cittadini partecipanti (1/3 autoselezionati, 1/3 estratti a sorte, 1/3 portatori di interesse) ricevono un gettone di presenza come rimborso spese.
  • Sanità. Rappresenta la spesa più significativa della Regione. Organizzare un ciclo di assemble pubbliche deliberative in ogni capoluogo, chiedendo ai cittadini le loro idee per migliorare la sanità del Veneto.
  • Le APT (Aziende di Promozione Turistica) sono enti della Regione. Organizzare un ciclo di assemble pubbliche deliberative in ogni capoluogo, chiedendo ai cittadini le loro idee per migliorare la proposta turistica.

PARTE 3: CONTROLLO E TRASPARENZA

TRASPARENZA

  • introdurre webcam in consiglio per diretta e differita
  • Il Difensore Civico deve essere eletto direttamente dai cittadini, e avere maggiori poteri nei confronti dell’amministrazione.
  • Creare incentivi e/o leggi regionali per fare in modo che i difensori civici dei comuni vengano eletti dai cittadini.
  • archivio video dei consigli regionali suddiviso per argomenti (sull’esempio di quello realizzato dal comune di Torino) – con testi collegati all’audio e al video
  • archivio storico delle votazioni dei consiglieri e delle commissioni regionali, per sapere come hanno agito i nostri rappresentanti
  • la documentazione messa a disposizione dei consiglieri, perché possano approfondire l’argomento prima del voto, deve essere inserita online a disposizione di tutti i cittadini
  • Ogni progetto portato avanti dall’amministrazione deve essere documentato in ogni sua fase su una apposita pagina online. Con possibilità da parte dei cittadini di porre domande e l’obbligo dell’amministratore di dare risposte.
  • Realizzare Il Notiziario Regionale, fascicolo stampato che deve diventare una notiziario informativo di ciò che accade nelle istituzioni e il responsabile dovrà essere eletto ed eventualmente revocato dai cittadini

ELIMINARE I PRIVILEGI DEGLI AMMINISTRATORI

  • Il Presidente della RegioneSindaco – Amministratore percepirà lo stipendio secondo i livelli stabiliti dai cittadini con assemblee pubbliche
  • Introduzione dello strumento di Revoca degli eletti sull’esempio di quanto accade in USA, Venezuela, Bolivia, Canada, Svizzera (referendum revocatorio)
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2 responses to this post.

  1. […] anni! Il metodo partecipativo “La Parola ai Cittadini” La Parola ai Cittadini è un […] LitoralAltro: blog su Jesolo e Cavallino-Treporti Post Published: 20 gennaio 2011 Author: aggregatore Found in section: Zone e […]

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  2. […] lasciati con l’articolo sulla democrazia diretta e la partecipazione dei cittadini alla vita politica della proprio città, quando arriva la notizia che c’è da costruire il […]

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